Mercato e Tecnologia? corrono insieme ?

Mercato e tecnologia.

Mercato e tecnologia… sempre allineati? Tutti noi che abbiamo superato la cinquantina conosciamo bene le difficoltà incontrate ad inizio carriera ufficio commerciale, nella PMI il format per conoscere, contattare nuovi clienti era il seguente: appuntamento con i Sigg.ri di Pagine Gialle o visita alla SIP (solo capoluoghi di provincia), acquisto a caro prezzo ( si parlava di qualche milione di lire) delle Pagine Gialle di tutta Italia, una ventina di volumi corposi alle quali era allegato gentilmente il Tuttocittà con le strade e piantine dei Paesi piu importanti.

In passato fondamentali per ricerche di mercato: le Pagine Gialle!

Spulciare manualmente decine e decine di tomi gialli, trascrivere gli  indirizzi che si ritenevano piu interessanti in base alle categorie merceologiche (anche se spesso i più grandi ed evidenti erano tali perché la solerte impiegata di Pagine Gialle era riuscita a vendere più e meglio gli spazi – ricordo ancora una avvenente donzella che per poco mi faceva acquistare annunci e spazi su tutte le Regioni …)

Dopodichè il mio sistema prevedeva di fotocopiarsi le Pagine Gialle e le cartine geografiche, evidenziare  le tappe, prendere eventualmente appuntamento, organizzarsi con hotel e logistica sempre per mezzo delle pagine gialle che talvolta erano anche compagne di viaggio, sul sedile passeggero … uni lavoro incredibilmente lungo, certosino, costoso ma che aiutava a conoscere il territorio, le persone, i percorsi e perché no anche le trattorie più interessanti. Si spedivano poi fax, prima manualmente poi con un primo PC in modo automatico col modem a 28.8K nottetempo… il mercato si formava, un po’ di passaparola e va di fatturazione.

Un antico, ma all’epoca molto diffuso, MODEM

OGGI.

Come siamo messi oggi? Nel Millennio dell’informazione lampo?

Le tecnologie si sono evolute, i relativi costi si sono abbattuti, ognuno di noi ha in tasca uno smartphone. Con questo si può contattare, anche con i social network,decine, centinaia di migliaia di persone, inviare mail illimitate, allegati, filmati, ricevere feedback a tutte le ore del giorno e della notte, e questo a livello globale planetario in tutte le lingue conosciute, almeno dal Sig. Google…

mercato e tecnologia oggi coincidono

Ci si immagina che gli affari vengano moltiplicati in maniera logaritmica, solo per la legge dei grandi numeri i fatturati dovrebbero raddoppiare ogni 4-6 mesi….  E invece si combatte per mantenere stentate quote di mercato, ci si imbatte in clienti in camera iperbarica, in  accanimento terapeutico, si vende 1 cartone quando prima se ne vendevano 100. Ovviamente dopo aver fatto un’offerta migliorativa, sperando che il pagamento arrivi quasi puntuale, in barba alle normative europee dei 30 gg al massimo.

Dove sta l’inghippo? Eutrofizzazione del mercato? Competitor da prezzo/servizio più interessante? Bulimia? Incertezza dovuta all’overdose di informazione, che presto arriva e presto va (e di solito non pulisce il water) che fa “rallentare” chiunque abbia paura di passi falsi, che non lo aiuterebbero e per i quali non verrebbe perdonato dalla Direzione Generale?

Per i Paesi  lontaniFar East la velocità di comunicazione porta anche velocità di adeguamento dei cambi, al minuto secondo, in modo da rallentare il processo decisionale, in attesa di certezza di fare un affare senza prendere la cantonata del secolo per 10 minuti di differenza.

Gli Arabi aspettano sempre la manna dal cielo, cioè se l’affare è stratosferico senza che si debba fare niente, allora OK, ma se bisogna costruire, lavorarci sopra, crederci…. Inshalla anche oggi mi do da fare domani. E campa cammello che l’erba cresce… quante migliaia di mail alle quali addirittura la risposta arriva rallentata di 3 mesi, senza un motivo apparente. E intanto aereoporti, Resort, aree residenziali sono realizzate da imprese Cinesi con l’ausilio di manovalanze filippine, stucco e pittura, ma contenuti tecnologici pochi….

L’Africa ha bisogno ancora delle infrastrutture di base, della cazzuola, della cisterna per l’acqua piovana, materiali più evoluti (e costosi) sono solo alla portata di Investitori (spesso esteri) che intendano mettere dei Landmark in mezzo al nulla.

Per l’Italia i problemi sono ben noti e strutturali, in mancanza di qualsiasi volontà di dirimerli o semplificarli: il magazzino è un ladro in casa (specie se va nel computo fiscale di fine anno), si  compra solo sul venduto (e spesso incassato) perché l’incertezza della pena e le speranze di recuperare un credito sono praticamente a zero, o sottomesse a sessioni di preghiera e novene. Nel frattempo versiamo l’IVA anche per crediti che non vedremo mai più. Probabilmente nemmeno Don Quichotte si arrischierebbe dopo aver preso le prime cantonate. (cantonate = da Canton?)

Tutte le Aziende e di tutte le dimensioni sono propense ad incrementare volumi, margini, presenza sul mercato e tentano sia vie tecnologiche che tradizionali.

A questo punto la domanda sorge spontanea: Che sia meglio tornare alle vecchie abitudini? Ad una Fiera punto di incontro strategico tra DOMANDA e OFFERTA,  vetrina, momento di confronto e dove si può vendere, comunicare, dialogare, capire nuovi MERCATI  ?

mercato tecnologia
Uno stand fieristico fa incontrare domanda e offerta “dal vivo”

Al di fuori della mischia mediatica dove si scopre un prodotto per farlo sparire per sempre con un clic, la “vecchia maniera” è molto più incisiva, resta impressa, è corroborata da campioni, depliant stampati, stretti di mano, sguardi negli occhi  difficili da dimenticare.

Il mondo fieristico è vivo e vegeto, con i suoi alti e bassi fisiologici, ma la sua funzione naturale di fare incontrare le persone prima dei beni o servizi e creare quel contatto magico che può dare molte soddisfazioni per anni e anni, per non dire per decenni!

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